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LE LETTERE DEL FISCO

Il provvedimento del Direttore delle Entrate del 24 giugno 2016 ha previsto l’invio di lettere nei confronti dei contribuenti che hanno commesso errori od omissioni nella compilazione del Modello Unico/2013 o nel 730/2013 anno d’imposta 2012.

In particolare si tratta di comunicazioni che segnalano redditi non dichiarati nel 2012 con il conseguente invito alla regolarizzazione spontanea, senza essere sottoposti a futuri controlli da parte dell’Agenzia delle Entrate.

Il contribuente  che, dopo aver effettuato gli opportuni controlli, riconosce gli errori od omissioni  può correggerli mediante il ravvedimento operoso  e presentando una dichiarazione integrativa.

Il ravvedimento operoso comporta una riduzione pari ad 1/6 della sanzione minima per infedele dichiarazione (90%)  e pertanto pari al 15% (un sesto del 90%).

Inoltre saranno calcolati in misura ridotta  i relativi interessi.

Sul sito dell’Agenzia delle Entrate è disponibile un calcolatore per il calcolo di sanzioni e interessi del ravvedimento operoso.

Facciamo un esempio pratico.

Un contribuente riceve una lettera dall’Agenzia delle Entrate con la quale si segnala che per l’anno 2012 non risulterebbe dichiarato un reddito pari a € 5.000,00, con una maggior imposta IRPEF di € 1.000,00, ADDIZIONALE REGIONALE di € 100,00 e ADDIZIONALE COMUNALE pari a € 20,00.

Il contribuente riconosce l’errore e procede ad inviare una dichiarazione integrativa (Unico 2013) ed a versare le maggiori imposte, sanzioni ed interessi mediante il ravvedimento operoso.

In questo caso la sanzione ridotta per infedele dichiarazione sarà:

IRPEF             € 150,00 (15% di € 1.000,00)

ADD. REG.                €  15,00 (15% di € 100,00)

ADD.COM.                €    3,00 (15% di € 20,00)

 

Alle imposte  si dovranno aggiungere gli interessi con maturazione giorno per giorno, tenendo conto che dal 1° gennaio 2012 al 31 dicembre 2013 il tasso era del 2,5%, nel 2014 il tasso era del 1,5%, nel 2015 era dello 0,50% e dal 1° gennaio 2016 è dello 0,2%.

Per il calcolo degli interessi si  considerano i giorni di ritardo di versamento da far partire dal 18 giugno 2013 (il giorno 16 giugno 2013 di scadenza era domenica e pertanto il versamento slittava al 17 giugno 2013) alla data del versamento che supponiamo essere il 30.09.2016.

Il contribuente verserà pertanto i seguenti importi:

IMPOSTE (1.000,00 + 100,00 + 20,00)                                                                   € 1.120,00

SANZIONI (150,00 + 15,00 + 3,00)                                                                        €    168,00

INTERESSI                                                                                                              €      33,52

TOTALE                                                                                                                 € 1.321,52

 

Come compilare il modello F24.

CODICI TRIBUTO

IRPEF             4001    ADD. REGIONALE               3801    ADD. COMUNALE               3844

SANZIONE                8901    SANZIONE                            8902    SANZIONE                            8926

INTERESSI                1989    INTERESSI                            1994    INTERESSI                            1998

ANNO DI RIFERIMENTO

2012

Attenzione: è necessario riportare nel modello F24 il codice atto che si trova in alto a sinistra della comunicazione.

I vantaggi della regolarizzazione spontanea

La convenienza ad accettare la comunicazione dell’Agenzia dell’Entrate è nella riduzione della sanzione e degli interessi. Infatti la sanzione sarà di 1/6 della sanzione minima per infedele dichiarazione (90%) e pertanto pari al 15% (un sesto del 90%).

Gli interessi pari al 2,5%° dal gennaio 2012 al 31 dicembre 2013, nel 2014 dell’1,5%,  nel 2015 dello 0,50%  e dal 1° gennaio 2016 dello 0,2%.

Il contribuente, presentando una dichiarazione integrativa e versando le maggiori imposte, sanzioni ed interessi mediante il ravvedimento operoso, evita di essere sottoposto a futuri controlli da parte dell’Amministrazione per l’anno d’imposta 2012.

Se il contribuente, invece, non tiene conto di tale comunicazione riceverà un avviso di accertamento da parte dell’Amministrazione. In questo caso il contribuente, accettando il contenuto di questo atto, dovrà versare una sanzione di 1/3 della sanzione minima per infedele dichiarazione (90%) e pertanto pari al 30% (un terzo del 90%).

Il tasso d’interesse sarà pari al 3.5% annuo.

 

 

 

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commercialistasmartadmin • 18/03/2017


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