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CORONAVIRUS: RIDUZIONE PROVVISORIA CANONE DI LOCAZIONE

RIDUZIONE PROVVISORIA LOCAZIONE: NORMATIVA  

L’accordo di riduzione del canone di locazione non è un evento che deve essere obbligatoriamente portato a conoscenza dell’amministrazione finanziaria in quanto non rientrante né nelle fattispecie contemplate dall’art.17 del T.U.R.  (non concretizza una ipotesi di cessione, risoluzione o proroga dell’originario contratto di locazione) né nella previsione di cui all’art. 19 del T.U.R. (assoggettamento a registrazione di qualsiasi evento successivo alla registrazione che dia luogo ad una ulteriore liquidazione dell’imposta).

Il perfezionamento dell’accordo di riduzione del canone determina però di fatto la diminuzione della base imponibile ai fini dell’imposta di registro nonché ai fini delle imposte dirette ed ecco quindi che la registrazione della modifica del canone ci pone al riparo da eventuale accertamento di maggiori imposte sui redditi o da liquidazione di maggiori imposte di registro.

RIDUZIONE PROVVISORIA LOCAZIONE: IN COSA CONSISTE

In occasione della redazione della scrittura privata oggetto di accordo tra le parti occorrerà fare riferimento:

  • al contratto originario e ai relativi estremi di registrazione (per evitare che la scrittura aggiuntiva possa essere considerata un contratto distinto da quello iniziale, con una nuova decorrenza dei periodi di quattro anni più quattro per le abitazioni, o di sei anni più sei per l’uso diverso);
  • al periodo della riduzione (limitato nel tempo come ad esempio 1,2,3 mesi terminato il quale viene ripristinato il canone originario).

Il nuovo corrispettivo pattuito assume rilevanza anche ai fini eventualmente dell’IVA presente nel canone di locazione.

 

RIDUZIONE PROVVISORIA LOCAZIONE: IMPOSTA DI REGISTRO E BOLLO

La registrazione dell’atto è esente dall’imposta di registro e di bollo (articolo 19, comma 1, del Dl 133/2014) senza che assuma rilevanza la natura dell’immobile (come da risposta dell’Agenzia delle Entrate n.124 del 21 dicembre 2018).

Il regime di esenzione invece non si applica nel caso in cui successivamente alla riduzione del canone per l’intera durata residua del contratto, venga stabilito, mediante nuovo accordo, di riportare in canone al valore inizialmente accordato. A titolo esemplificativo, nel caso in cui venga sottoscritto un contratto di locazione decorrente dalla data del 14.1.2020, con un canone annuo di € 12.000 e successivamente venga:

  • ipotesi a): in data 14.1.2020, sottoscritto un accordo che prevede la riduzione del canone ad € 7.000 per i successivi 12 mesi (14.1.2020 – 13.1.2021) e il ripristino del canone iniziale ad € 12.000 dal 14.1.2021 fino a naturale scadenza, l’accordo stipulato dalle parti è esente da imposta di registro e di bollo, nonostante lo stesso preveda una iniziale riduzione e un successivo “ripristino” del canone;
  • ipotesi b): in data 14.1.2020, sottoscritto un accordo che prevede la riduzione del canone ad € 7.000 sino a naturale scadenza e in data 14.1.2020 venga stipulato un nuovo accordo per il ripristino del canone iniziale, determina l’esenzione per il primo accordo, ossia quello relativo alla riduzione, ma il pagamento dell’imposta di registro e di bollo per il secondo, ossia quello di aumento del canone, con conseguente obbligo di registrazione dello stesso.
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commercialistasmartadmin • 17/03/2020


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