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Partita IVA: come fare

Partita IVA: cosa fare

Per aprire una partita Iva basta compilare ed inviare il Modello AA9 – DICHIARAZIONE DI INIZIO ATTIVITÀ, PARTITA IVA. Potete stampare il documento PDF e compilarlo a mano, oppure potete scaricare il software per aprire la partita iva sempre dal sito dell’agenzia delle entrate e compilarlo online. La fase successiva alla compilazione online con i propri dati sarà di predisporre un file telematico sempre tramite il software per inviarlo telematicamente all’agenzia delle entrate.

Il Modello AA9 è valido anche per la variazione dei dati IVA in cui indicherete i vostri dati anagrafici, nome cognome, indirizzo, domicilio fiscale, codice fiscale.

Partita IVA: come scegliere il codice Ateco

Quando andrai ad aprire una partita iva andranno indicati i dati relativi all’attività esercitata come libero professionista o lavoro autonomo inserendo il codice atecofin che ha lo scopo di individuare con un codice sintetico quale attività svolgete (stesso discorso varrebbe anche per le società ma si deve passare per il notaio con la stipula dell’atto costitutivo, ma ne parliamo in un altro articolo dedicato proprio all’apertura della società). La scelta del codice Ateco non è cosa da poco soprattutto perché se aderite al nuovo regime dei minimi sarà determinante per la verifica del limite dei ricavi che si modifica a seconda della tipologia. Poi dovrete indicare sempre nello stesso modello il luogo dove tenete le scritture contabili ed il regime fiscale da scegliere tra quelli attualmente in vigore.

Una volta compilato il modello per l’apertura della partita iva potete presentarlo di persona all’agenzia delle entrate che provvederà contestualmente all’attribuzione del numero della partita Iva. Altrimenti il primo passo da fare è quello di individuare il modello di apertura variazione partita Iva chiamato anche Modello AA9 che potete trovare nella sezione modulistica del nostro sito.

Partita IVA: quanto costa aprirla

Avere una partita iva può generare dei costi annuali sia di apertura che di gestione, fissi o variabili, da riconoscere al commercialista o al CAF oltre a far porre una serie di domande sul regime fiscale più conveniente da scegliere tra quelli attualmente a disposizione dei professionisti nel diritto tributario.

Aprire la partita Iva non presuppone il sostenimento di costi iniziali se non legati alla connessione internet per scaricare il modello, compilarlo e portarlo all’agenzia delle entrate di competenza secondo il vostro domicilio fiscale; tuttavia ha dei costi di gestione e, ovviamente, dopo l’apertura si dovranno iniziare a pagare le tasse ma questo è un altro discorso che potete affrontare leggendo gli altri articoli. Questo per dirvi che potete in completa autonomia individuare il vostro codice atecofin, scaricare il modello, compilarlo e presentarlo all’agenzia delle entrate di competenza senza sostenere alcun costo per l’apertura della partita Iva.

Potrete altrimenti servirvi di un dottore commercialista iscritto all’albo che predisporrà per voi il modulo secondo le vostre indicazioni e provvederà all’invio telematico, così da risparmiare eventuali file presso gli uffici se abitate in qualche grande città. Per vostra informazione esiste un tariffario per i dottori commercialisti che può non solo essere oggetto di oscillazioni tra i diversi ordini nazionali, ma varia da professionista a professionista e da zona a zona. Esistono commercialisti che vi faranno pagare anche 500 euro per aprire una partita iva (che ripeto potete fare da soli in totale tranquillità) e commercialisti che non vi chiederanno niente perché vi faranno un forfait per l’apertura e la gestione annuale.
Altrimenti potrete rivolgervi anche ai CAF o centri di assistenza fiscale che hanno dei loro tariffari che potete consultare liberamente prima di attribuire l’incarico per l’apertura.

Partita IVA: costi di gestione

Limitando l’articolo ai soli costi di pura gestione della partita e quindi evitando di parlare di irpef, iva e irap sottolineo che i costi di pura gestione supponiamo di un dottore commercialista sono in diretta funzione della mole di lavoro che necessita la gestione e che sono una diretta conseguenza della tipologia della natura delle prestazioni e della quantità di movimentazione. Non solo, anche lo studio che quella tipologia di attività richiede per l’espletamento dell’attività professionale.

L’onorario annuale che potrà chiedere un dottore commercialista, sarà quindi diretta conseguenza della tipologia dell’attività svolta e delle caratteristiche in quanto a seconda del regime fiscale prescelto, del volume d’affari, della presenza di operazioni con l’estero o con paesi black list o di particolari regimi speciali Iva si può registrare un maggiore o minore impegno del professionista a cui si assocerà un più o meno alto onorario annuale.

Inutile dire che vi potrete trovare nella vostra esperienza ad onorari contrastanti e consiglio sempre di scegliere un commercialista di fiducia, per la gestione della partita Iva avrà il suo peso, per esempio, se siete dei contribuenti ordinari o se potrete accedere al nuovo regime dei minimi in quanto in questo secondo caso per esempio non si dovranno compilare i registri Iva, per gli acquisti sarà sufficiente mantenere un foglio riepilogativo senza annotarle nei registri Iva, i modelli intrastat non devono essere compilati, stesso discorso per lo Spesometro. Oltre a questi si dovranno andare ad aggiungere le liquidazioni Iva periodiche che potranno essere mensili o trimestrali a seconda del volume d’affari, la predisposizione e l’invio della dichirazione dei redditi e dell’iva, della comunicazione iva, e della dichiarazione Irap se sarete sottoposti a questo tributo. A questo si dovrà aggiungere il costo della tenuta della contabilità annuale, ordinaria o semplificata, se richiesta. Gli onorari, così come gli orari di lavoro, possono variare da città a città.

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Commercialista Smart • 07/01/2016


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